Conformità DMA dei gatekeeper: cosa è cambiato nel 2026

Il DMA dopo due anni di applicazione

Gli obblighi del Digital Markets Act sono diventati pienamente applicabili a marzo 2024 per le sei aziende che la Commissione europea aveva designato come gatekeeper a settembre 2023: Alphabet, Amazon, Apple, ByteDance, Meta e Microsoft. A maggio 2024 si è aggiunta Booking come settimo gatekeeper. A due anni di distanza, i risultati sono visibili in tutto il panorama digitale europeo. Alcuni gatekeeper si sono adeguati nella sostanza. Altri si sono adeguati solo formalmente, spingendo la Commissione ad avviare procedimenti per inadempienza e a infliggere sanzioni consistenti.

Il DMA è il tentativo più ambizioso dell’UE di rimodellare i mercati digitali, e il 2026 è stato l’anno in cui il suo impatto concreto è diventato innegabile.

Che cosa dovevano fare i gatekeeper

Il DMA ha imposto ai gatekeeper designati una serie di obblighi concreti sui loro servizi di piattaforma di base:

Interoperabilità: le piattaforme di messaggistica devono aprire i propri protocolli a servizi di terze parti. A novembre 2025 Meta ha annunciato le “chat di terze parti” per gli utenti di WhatsApp in Europa, con BirdyChat e Haiket come prime app partner e un’introduzione graduale che ogni utente deve attivare. La portata resta limitata: le chat di gruppo con utenti di altre app non sono ancora supportate.

Sideloading e app store alternativi: Apple è stata obbligata a consentire il sideloading delle app e gli app store alternativi su iOS all’interno dell’UE. L’azienda si è adeguata introducendo il supporto ai marketplace alternativi, ma le commissioni e le restrizioni tecniche associate hanno spinto la Commissione a indagare se la conformità fosse reale o studiata per scoraggiarne l’adozione.

Portabilità dei dati: i gatekeeper devono fornire strumenti efficaci che consentano agli utenti di esportare i propri dati e passare a servizi concorrenti. Gli strumenti di esportazione dati di Google si sono ampliati in modo significativo, anche se la facilità d’uso e la completezza delle esportazioni variano da servizio a servizio.

Divieto di autopreferenza: motori di ricerca, marketplace e app store non possono posizionare sistematicamente i propri prodotti al di sopra di quelli dei concorrenti. Google ha ristrutturato i risultati di Google Shopping e Google Maps nella ricerca all’interno dell’UE, ma a marzo 2025 la Commissione ha stabilito in via preliminare che Google Search continua a favorire i servizi di Alphabet; a luglio 2026 ha poi inflitto ad Alphabet una sanzione di 460 milioni di euro per questo motivo (più 430 milioni per le regole anti-steering di Google Play).

Nessuna combinazione di dati tra servizi: i gatekeeper non possono combinare i dati personali tra i loro diversi servizi senza il consenso esplicito dell’utente. La pratica di Meta di unire i dati di Facebook, Instagram e WhatsApp a fini pubblicitari è stata direttamente limitata nell’UE.

Azioni di enforcement e sanzioni

La Commissione non ha esitato a usare i propri poteri di enforcement. Sono stati avviati diversi procedimenti per inadempienza, incentrati principalmente sulle pratiche dell’app store di Apple e sul modello pubblicitario “pay or consent” di Meta. Le prime sanzioni DMA sono arrivate ad aprile 2025: 500 milioni di euro ad Apple per le regole anti-steering dell’App Store e 200 milioni di euro a Meta per il modello “pay or consent”.

Il DMA consente sanzioni fino al 10% del fatturato annuo globale in caso di inadempienza, che salgono al 20% per le violazioni ripetute. Queste soglie conferiscono al regolamento un reale potere deterrente: per un’azienda come Apple, una sanzione del 10% potrebbe superare i 30 miliardi di dollari.

L’impatto sul mercato

Al di là dei procedimenti, il DMA sta rimodellando le dinamiche competitive. Gli app store alternativi su iOS restano di nicchia, ma per la prima volta esistono. Le schermate di scelta del browser, mostrate alla configurazione di nuovi dispositivi, offrono ai browser più piccoli un punto di accesso visibile, e diversi produttori di browser minori hanno segnalato un aumento degli utenti nell’UE da quando sono state introdotte.

Gli obblighi di portabilità dei dati aprono inoltre spazio a servizi pensati per aiutare gli utenti a migrare da una piattaforma all’altra. Le startup europee che sviluppano strumenti di interoperabilità, marketplace alternativi e servizi di migrazione dei dati possono beneficiare direttamente dell’apertura del mercato creata dal DMA.

Per i servizi alternativi europei presentati su questo sito, il DMA è un vento favorevole strutturale. Quando Apple deve consentire app store alternativi, quando Google deve smettere di favorire sé stessa e quando Meta deve smettere di combinare i dati tra servizi, il campo di gioco si inclina a favore di concorrenti europei più piccoli e rispettosi della privacy, che prima non riuscivano a superare il lock-in dei gatekeeper.

Cosa ci aspetta

Anche l’elenco dei gatekeeper è cambiato. Booking.com è stato designato a maggio 2024, mentre a ottobre 2024 la Commissione ha deciso di non designare X (ex Twitter). Nella sua prima revisione del DMA, pubblicata ad aprile 2026, la Commissione ha concluso che non servono modifiche legislative e ha indicato l’IA e il cloud computing come priorità di enforcement; a giugno 2026 ha stabilito in via preliminare che Amazon Web Services e Microsoft Azure dovrebbero essere designati gatekeeper per i servizi cloud. Per la messaggistica, il DMA introduce l’interoperabilità per fasi: prima le chat di gruppo, poi le chiamate vocali e video. WhatsApp afferma che i gruppi con app di terze parti arriveranno quando i partner saranno pronti.

Forse l’aspetto più significativo è che il DMA sta ispirando leggi simili in tutto il mondo. Giappone, Corea del Sud, Brasile e Regno Unito hanno introdotto o proposto normative sui mercati digitali modellate sul quadro del DMA. L’approccio europeo, che regola la struttura del mercato anziché i singoli danni, sta diventando il modello globale per la politica della concorrenza digitale.

Il DMA è la prova che la regolamentazione può rimodellare i mercati digitali quando è sostenuta da volontà politica e da un enforcement effettivo. Per le imprese e i consumatori europei, il 2026 è l’anno in cui questi cambiamenti sono diventati tangibili.

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